DOrave

Il DOrave è un evento svoltosi dal 1 al 3 giugno 2007 presso il DO. 

Foto scattate durante il DOrave

 

Obiettivi DOrave

Il Nucleo Culturale, partendo dai suoi obiettivi, organizza il dorave culturale come primo momento della sua attività, per mostrare ai cittadini le nuove modalità operative con cui intende innovare la produzione e la fruizione culturale a Faenza, cioè per aprire gli scenari che rappresenteranno il futuro culturale della città; la creazione di un evento è poi l'occasione per riflettere sul proprio ruolo e capacità e per sondare la reazione dei cittadini, in particolare delle giovani generazioni, per attivare processi di feed-back e feed-forward nell'ottica delle attività future.

DOrave culturale coincide anche con l'apertura di uno spazio culturale, il do, spazio che per il momento resterà operativo solo nei tre giorni dell'evento ma che si intende poi animare con iniziative ed appuntamenti più cadenzati; conclusa l'organizzazione dell'evento, il Nucleo Culturale si occuperà infatti della programmazione di un'attività 'ordinaria' del centro, che si pone così come momento preparatorio all'apertura futura del Centro culturale multimediale a Palazzo Mazzolani, e che in futuro potrà rappresentare uno spazio complementare a quest'ultimo. In linea con gli obiettivi specificati nella dichiarazione d'intenti, all'interno del programma saranno previsti, oltre a concerti ed esposizioni, anche momenti di confronto con artisti e professionisti del settore culturale, tramite l'organizzazione di workshop che possano stimolare una partecipazione attiva dei presenti. Inoltre, verranno presentati due progetti che non si fermeranno al rave culturale, ma dovranno da questo momento decollare ed ampliarsi, coinvolgendo nuovi attori e competenze, connotando così il do come incubatore di nuovi progetti, come vero laboratorio di idee:

RESIGN
Un gruppo di studenti dell'ISIA (www.isiafaenza.it) arrederà lo spazio del do secondo la logica del RESIGN, che prevede il riutilizzo di oggetti in funzioni diverse da quelle che normalmente ricoprono. L'idea di fondo è molto semplice. E' veramente difficile giustificare la ricerca di nuove possibilità sugli oggetti. Abbiamo di gran lunga soverchiato il sovraffollamento seriale del pop, con un incredibile e forse non richiesta abbondanza concettuale: gli oggetti non solo sono tantissimi, ma sono tutti portatori di vari messaggi, di tante logiche, di tanti punti di vista. La vera libertà che un designer può dare agli oggetti è nel saperli vedere. L'obiettivo è educare un pubblico acquirente a diventare pubblico utilizzatore consapevole. Quindi non vedere uno sgabello come sgabello ma come appendiabiti. O un guard rail come seduta. O un acquario come porta riviste. O un automobile come un divano.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Manitese e sarà presentato in un workshop con tutti i soggetti coinvolti, ed ha la volontà di proseguire nel futuro, al di là dell'arredamento del nuovo spazio culturale, creando sinergie con altri attori del territorio.

WEBTV
E' stato pensato e in fase di sviluppato un portale di WebTv che preveda le seguenti linee:

In linea con l'attenzione alla multimedialità, come specificato nella dichiarazione d'intenti, questi punti vanno intesi anche come possibilità di stimolare e sviluppare la creatività verso format web compatibili. Questi temi sono oggi all'avanguardia della comunicazione web e rappresentano il futuro prossimo: per questo la WebTv è essenziale anche per dare visibilità al progetto Moto d'idee e al futuro centro culturale.
Per dorave culturale, tempi tecnici permettendo, la WebTv sarà utilizzata anche prima dell'evento, mettendo a disposizione immagini dei lavori dell'allestimento dello spazio e altro materiale scaricabile.

DOrave culturale: un primo bilancio

Faenza, 4 giugno 2007

È terminata ieri sera la tre giorni in cui il DO, nuovo spazio culturale, è stato presentato alla città: una tre giorni di sperimentazione, un banco di prova, che si colloca come l’inizio di un percorso stabile di ricerca nell’ambito della produzione culturale a Faenza. Come hanno sottolineato sabato 2 giugno i ragazzi del Nucleo Culturale alla presentazione del progetto, il DO non è e non sarà un locale, come già ce ne sono a Faenza: l’obiettivo è, infatti, quello di diventare un laboratorio delle idee e di produzione culturale, uno spazio in cui la creatività è vissuta in modo attivo, evitando dunque la mera importazione di eventi/format/attività realizzate altrove, un incubatore dove le idee valide possono trovare risorse e competenze per decollare e diventare progetti concreti.

Questa è la logica che è alla base, ad esempio, del progetto Re-sign, presentato nel workshop di domenica 3 giugno (che ha registrato una buona presenza di pubblico): i ragazzi dell’ISIA di Faenza che hanno curato il progetto hanno mostrato, con una breve introduzione, e poi dimostrato, realizzando istantaneamente alcuni oggetti (coinvolgendo anche i presenti), il concept del “Re-sign - firmare di nuovo” gli oggetti abbandonati. Firmare di nuovo significa dare una nuova vita agli oggetti, che non solo sono tantissimi, ma sono tutti portatori di tanti messaggi, di tante logiche, di tanti punti di vista; Re-sign ci insegna che la vera libertà degli oggetti sta nel saperli vedere, così al DO c’erano un bancone da bar realizzato con due casse di legno, sedute realizzate assemblando più sedie o utilizzando gli scheletri metallici di scrivanie, un tavolo fatto con uno sportello, un divano ottenuto da rettangoli di gommapiuma e stoffe, ecc. Tutti oggetti di recupero, trovati nei magazzini del Comune di Faenza, che hanno stimolato la creatività dei ragazzi del DO: Re-sign non è però un progetto autoreferenziale, ma ha una connotazione fortemente sociale. Lo scopo infatti è quello di educare il pubblico acquirente a diventare un pubblico utilizzatore consapevole, ed è per questo che nel progetto è stata coinvolta Manitese: Michele Dotti, rappresentante di Manitese Faenza, ha sottolineato durante il workshop la validità del progetto e la sua compatibilità con una ONG che da sempre si è occupata di recupero degli oggetti, con grande beneficio, economico ed ecologico, per la società. Con Re-sign, ha aggiunto Michele, questo recupero ha la possibilità di avere un risvolto qualitativo oltre che quantitativo, rinnovando dunque la disponibilità a collaborare per il decollo del progetto. La condivisione degli obiettivi, e la disponibilità a partecipare è stata manifestata anche da Hera Imola-Faenza, azienda attenta ai temi del riciclaggio e del riutilizzo che ha già realizzato progetti si sensibilizzazione, nelle scuole ad esempio, su questi temi: Elena Marchetti, presente al workshop, ha dimostrato il suo entusiasmo per l’originalità dell’idea e la volontà di creare una sinergia per fare sì che il progetto coinvolga realmente il territorio.

Al workshop hanno partecipato anche altri due progetti uniti dalla stessa sensibilità per il riutilizzo creativo degli oggetti, RCA – Rifiuto con Affetto e Airswap. RCA è un nuovo servizio di raccolta rifiuti nato a Venezia, che permette di raccogliere e rimettere in circolazione quegli oggetti che, a causa di una tendenza allo spreco e alla mancanza di spazio, vengono gettati seppur ancora utilizzabili. Maria Zanchi, Maddalena Vantaggi, Roberta Bruzzechese e Alessandra Saviotti hanno infatti modificato un cassonetto, inserendo delle ante trasparenti e delle mensole interne, facendolo diventare un luogo si scambio di oggetti (e di conseguenza di socializzazione), sottraendoli alla discarica o alla distruzione: in questo modo, gli oggetti riacquistano così utilità e persone che vi si riaffezionano.

Arianna Callegaro ha invece presentato Airswap, in cui al centro vi sono i vestiti: una persona, partecipando ad Airswap, baratta un suo capo d’abbigliamento con un altro capo, modificato (non necessariamente nella forma di un altro capo, ma anche di oggetti, ad esempio lampade, scatole, ecc.) creativamente da artisti presenti sul territorio; il progetto prevede un padiglione negli aeroporti, in cui si possono compiere due tipi di azioni: effettuare uno scambio di un vestito personale, per acquisirne uno con valore aggiunto, o selezionare dal database un abito su cui effettuare una personale post-produzione, destinata poi al circuito di scambio/promozione.

Il confronto e il collegamento tra queste iniziative e Re-sign, creato dal workshop, hanno premesso di creare una rete di conoscenza e di scambio, che potrà attivare collaborazioni e possibilità di sviluppi, anche paralleli, dei singoli progetti.

Durante i tre giorni è stata poi realizzata una copertura mediatica di DOrave culturale, con la realizzazione di foto, video delle performances e dei workshops, interviste agli artisti, che saranno, e in parte già sono, a disposizione sul sito web del DO (www.ildo.tv): questo fa parte di un’altra area di progetto, dedicata ai media e alle nuove tecnologie, che intende sviluppare una webtv e realizzare nuovi fomat.

DOrave culturale è stato inoltre monitorato costantemente da una webcam al piano terra, grazie alla quale era possibile seguire la tre giorni sul sito web, in live-streaming; l’attenzione per le tecnologie audio/video è stata poi documentata dalla presenza di 12 televisori, che mostravano video realizzati dai ragazzi del DO, e dalla presenza di due schermi dietro al palco, sui quali i vj hanno proiettato le loro immagini durante le serate. Vj e dj hanno poi partecipato ad un workshop sull’improvvisazione nella musica elettronica e sul rapporto tra musica e immagini, seguito, sabato 2 giugno, al workshop sull’improvvisazione come competenza, tenuto da Michele Francesconi, e sulle avanguardie del jazz (Filippo Feletti): l’attenzione alla modalità del workshop risponde alla volontà del DO di non essere uno spazio dove semplicemente si fruiscono i prodotti culturali, ma dove ci si confronta sulla produzione di tali prodotti per vivere la cultura in modo attivo e partecipativo e per sviluppare nuove competenze.

Del resto il Sindaco, Claudio Casadio, l’Assessore alle Politiche Giovanili, Alberto Servadei, e l’Assessore alla Cultura, Cristina Tampieri, hanno ribadito, nella presentazione di sabato 2 giugno, il loro appoggio a questa realtà nuova proprio per la sua originalità, per la sua vocazione ad essere un luogo dove si sviluppano competenze che possono essere messe al servizio della società, dove la creatività trova degli sbocchi, dove si produce attivamente cultura.

DOrave culturale ha presentato il DO alla città ed ha costituito l’occasione per formare un gruppo, in cui le ragazze e i ragazzi vengono da esperienze diverse (musica, arti visive, design, informatica, ecc.): la sfida comincia però da oggi, dalla volontà di rendere il DO uno spazio permanente e vivo e di fare decollare i progetti accennati e i nuovi che nasceranno.

La risposta del pubblico è stata positiva: ai tre giorni hanno partecipato circa 300 persone ogni sera, manifestando il loro interesse ed in molti casi la disponibilità a partecipare attivamente alla programmazione futura; anche sulla pagina del DO in myspace (www.myspace.com/donucleoculturale) i commenti di chi ha partecipato, sia come pubblico che come performer, dimostrano il successo che ha avuto l’inaugurazione del DO. La massima affluenza si è registrata domenica sera, per la performance degli ZU.

Alla chiusura, domenica sera, molti hanno chiesto informazioni sulla riapertura del DO e sulle attività future, dimostrando entusiasmo per la presenza di questa nuova realtà culturale a Faenza. La risposta che abbiamo dato è: prestissimo lo staff del DO si riunirà per ragionare sul futuro e per pensare alla programmazione, per verificare questi tre giorni e per DARE alla città un luogo stabile dove FARE cultura. E’ nel DNA del DO…dal verbo dare, e da to do, in inglese, appunto, fare.

Rassegna stampa DOrave

Rassegna stampa nazionale (PDF)
Rassegna stampa locale (PDF)