Ore 21:00: Eufonia - progetto poetico corale a cura di Libera Accademia degli Evasi
Ore 21:30: Enrica Bacchia (voce) e Massimo Zemolin (chitarra)
ore 21,00
La “Libera Accademia degli Evasi” è nata il 14 ottobre 2005 ad opera di 12 artisti di vario genere accomunati da un medesimo sentire, a tutt’oggi sono 67. Ciò che stasera presenteranno è una miscela delle scritture di 14 poeti che hanno liberamente composto per l’occasione sul tema della voce, nel rispetto dell’individualità e rifacendosi al teatro greco in chiave moderna. A Rosarita Berardi è andato il compito di assemblare i vari frammenti in un’opera compiuta di due atti e un prologo. Qui la voce è concepita come parola che diviene la chiave di comunicazione.
(Manifesto di Neormalità artistica)
Il segreto delle idee chiuse è la soppressione dell’incompatibile. Noi proclamiamo le differenze come spinta, stimolo, completamento, estensione; la ricerca e la sperimentazione come programma e metodo di lavoro; la staticità come minaccia; la sicurezza del “già noto” come oblio. Per dare vita ad un qualcosa di artistico, in qualsiasi modo si esprima, a volte basta un solo fruitore. Solo le mode hanno bisogno di vasti pubblici, e per motivi economici, non artistici. Il piacere che può darci la fruizione di un evento artistico è sottomesso a molte variabili, tra le quali il nostro stato d’animo, la nostra formazione culturale o il retrogusto che ci ha lasciato l’ultima situazione di cui siamo stati testimoni. Ci arrocchiamo il diritto di cambiare idea, gusto, passioni. Vogliamo riascoltare, rileggere, riesaminare, rivedere. E persino ignorare. Saremo prudenti se saremo spinti a definire un evento artistico “brutto”, ma senza la paura di dirlo. Il nostro senso critico deve essere una mappa del nostro percorso, non una censura né un preteso assoluto. Siamo osservatori privilegiati, anche se tutti continuano a ripeterci che non si può essere considerati migliori soltanto perché si è scrittori, poeti o artisti, ma vogliamo fare tutto il possibile per essere persone migliori. Vogliamo restituire alla letteratura e all’arte la loro funzione sociale. La nostra missione non può venire rinnegata. Vogliamo combattere con parole, colori, luci, movimenti e suoni per il benessere comune e condividere il nostro malessere. Siamo un unico movimento ma un gruppo eterogeneo. Siamo gli unici responsabili dello svolgersi del nostro tempo personale. La maggioranza può sbagliare: scrivere e creare richiedono calma, pazienza, fatica, non improvvisazione e casualità. È necessario catturare la realtà che ci circonda subito, prima che sia troppo tardi. Lo possiamo fare soltanto noi e ora. Non vogliamo decretare la morte di nessun genere artistico. La memoria storica affonda nelle nostre radici: per parafrasare qualcuno, la storia è una cosa troppo seria perché possano occuparsene solo gli storici. È necessario poter parlare di tutto, contaminando le forme d’espressione e le più diverse discipline. Nell’era di internet nulla può venire considerato lontano. L’autore esprime giudizi già dal decidere di usare una parola piuttosto che un’altra, un colore invece di un altro, una luce invece di un’altra, una nota invece di un’altra, un movimento invece di un altro: abbiamo fatto una scelta e quindi ci siamo schierati. Oggi il solco tra happening di consumo e evento artistico di ricerca si è approfondito al punto che quest’ultimo spesso rimane nel circuito degli addetti ai lavori e non viene conosciuto. Alcuni tra i maggiori artisti del passato di sicuro, oggi, non troverebbero un editore. Esistono anche un’arte e una letteratura di consumo che oculate operazioni d’immagine, costruite intorno a prodotti in realtà troppo “facili”, contrabbandano per avanguardia e per il nuovo. Soprattutto è difficile proporre qualcosa di complesso, che non si presti a un approccio immediato. L’Accademia nasce per farsi punto d’appoggio e dare spazio anche a quella parte di letteratura, di arte, di sperimentazione che trova origine in un pensiero complesso, che non è merce né vuole diventarlo, ma che non rinuncia a una visibilità e a scrivere una pagina della cultura italiana di questi anni.
Ore 21.30
Grazie al suo talento vocale calca i palcoscenici dedicandosi al canto fin dall’età di tre anni accompagnata dalle orchestre jazz del padre. Curiosa e amante dell’Arte, si diploma presso l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Venezia e svolge l’attività di insegnante presso licei artistici ed istituti d’arte. Nel 1992 in Brasile, terra che ama visceralmente, propone nei concerti e nelle trasmissioni radiotelevisive un repertorio di pura musica brasiliana che continua ad interpretare tuttora. Dopo aver collaborato con numerosi insegnanti della Berklee, è invitata negli Stati Uniti come rappresentante del canto italiano. Qui presenta la performance jazz “Voice & Colors” ottenendo entusiasmanti consensi di allievi, critica e pubblico. Successivamente si esibisce a bordo delle navi da crociera per cinque stagioni consecutive con lo show “What a Voice”. Nel 1999 inizia una tournée in Cina che la vede nella duplice veste di insegnante, impegnata nella conduzione di alcuni stage sulla vocalità occidentale rivolti agli insegnanti del Beijing Contemporary Institute of Music di Pechino e di vocalist nell’ambito delle manifestazioni legate al Festival Jazz della capitale. Attualmente alterna i concerti all’attività di insegnante presso istituti e scuole di canto del nord Italia.
Circolo degli artisti
Vicolo S. Antonio n. 7 - Faenza
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