MUSEO CARLO ZAULI - RESIDENZA D'ARTISTA @ DO


MUSEO CARLO ZAULI - RESIDENZA D'ARTISTA

Mostra conclusiva dei partecipanti alla 7ma edizione del workshop di ceramica nell’arte contemporanea.

Giuseppina Fontanella, Alessandro Innocenti, Lisa Martini, Martino Neri, Francesco Savini, Marco Tofi


Lisa Martini

Il Museo Carlo Zauli presenta al DO a mostra dei partecipanti al workshop di ceramica nell’arte contemporanea nell’ambito della 7ma edizione del progetto Residenza d’Artista.

Durata della mostra:
inaugurazione lunedì 12 maggio dalle ore 21.00
12-18 maggio – su appuntamento
Per info e prenotazioni delle visite su appuntamento: 0546/22123 – 349.8176650


Nell’ultima edizione di Residenza d’Artista la curatrice del progetto, Daniela Lotta, ha invitato gli artisti Pierpaolo Campanini, Alberto Garutti e Marco Samorè a lavorare all’interno dei laboratori del Museo Zauli con, rispettivamente: Stefano Baldini, Giuseppina Fontanella, Mattia Zani; Elisa Bandini, Alessandro Innocenti, Marco Tofi; Lisa Martini, Martino Neri, Francesco Savini.
Come ogni anno, al termine delle sessioni di workshop con gli artisti, il gruppo di studenti partecipanti, selezionati dall’Istituto d’Arte e dall’Isia di Faenza e coordinati dal ceramista Emidio Galassi, sono invitati a presentare a loro volta un’opera autonoma sviluppata a partire da questa esperienza.

Giuseppina Fontanella (Castellammare di Stabia, 1987) ha realizzato due elementi in ceramica dal titolo Levitas, sviluppando la sensazione di leggerezza e la ricerca sui materiali operata da Pierpaolo Campanini. Come lei stessa ci dice: “Ho pensato di miscelare l’argilla con altri elementi, sostanze che potessero suggerire questo concetto. Aggiungendo un materiale come il polistirolo ho provato a realizzare oggetti completamente pieni ma che risultassero leggeri. La ceramica dopo la cottura risulta attraversata da tanti buchi che ne modificano la forma dando l’idea del cambiamento."

Alessandro Innocenti presenta una serie di fotografie che ritraggono soggetti diversi come ceramiche o altri oggetti di diverso materiale. Una esperienza formale che muove dall’incontro con Alberto Garutti e con la sua particolare visione dell’opera d’arte, quale esperienza di risensibilizzazione del quotidiano. Più che realizzare direttamente l’opera in ceramica Alessandro Innocenti decide allora di scegliere di porre l’attenzione su ciò che già esiste, appropriandosene entro una dimensione prettamente estetica.

Lisa Martini (Faenza, 1989) lavorando con Marco Samorè ha pensato di utilizzare come lui la piastrella in ceramica come supporto standard su cui dipingere soggetti che sembrano presi dalle illustrazioni presenti negli almanacchi di Storia Naturale. “Queste tre piastrelle – ci dice – nascono dalla fusione fra la ceramica, che adoro e che ogni giorno studio, con la passione per il disegno a pastello su carta. Il tempo lungo di lavorazione del processo ceramico trova qui un corrispettivo nelle fasi di sviluppo dei processi naturali."

Martino Neri parte dalla riflessione sul mezzo pittorico e nello specifico sulle fasi che precedono la realizzazione di un quadro. La sua formazione di pittore lo ha accostato al progetto di Marco Samorè realizzando su supporto ceramico il bozzetto, lo schizzo preparatorio, il disegno immaginato come base per la costruzione del paesaggio che l’artista ha fatto eseguire partendo da un collage di reperti differenti. In questo modo Martino Neri tenta una impossibile ricostruzione di una prassi operativa che in realtà non è stata a sostegno dell’opera dell’artista.

Francesco Savini  presenta un progetto da cui ha saputo traslare alcuni aspetti relativi all’opera realizzata da Samorè. Il formato quadrato della piastrella diventa nella sua produzione un post-it in ceramica, supporto funzionale su cui riportare alcune frasi legate a questa sua particolare esperienza. “Durante il workshop – racconta – ero sempre in ritardo ed ogni volta, quando entravo, tendevo a trovare una giustificazione, anche non vera, per sentirmi a mio agio, per non avere sensi di colpa per aver fatto aspettare qualcuno. Il punto iniziale del mio pezzo nasce proprio da questo."

Marco Tofi (Faenza, 1981), prende dall’esperienza con Alberto Garutti la sua capacità di mettere in relazione contesti anche lontani tra loro. Con la sua opera Esperimento n°1, Marco Tofi applica un materiale ceramico altamente tecnologico proveniente dai laboratori del CNR di Faenza. “In questo modo – spiega – volevo che il mondo della ricerca incontrasse quello dell’arte. Qui un nuovo materiale ceramico trova un inconsueto ma suggestivo impiego. La ceramica si divincola dallo stereotipo di manufatto d’uso e si mette a volare per dimostrare le sue straordinarie possibilità. Lo scienziato è a suo modo artista e l’artista è a suo modo scienziato.”

Per informazioni: Museo Carlo Zauli, via della Croce 6 - 48018 Faenza (Ra)
dal martedi alla domenica 16.00-19.00
sabato e domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00
telfax +39 0546 22123 info@museozauli.it; www.museozauli.it