EDIZIONE SPECIALE! "I frutti della foresta" | Sassello (SV) 17/27 Luglio 2010
Il workshop è aperto a tutti.
Scarica QUI tutte le informazioni.
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Promotori
Resign
Do-nucleo culturale
Cascina Granbego
Valia Barriello
Patrocini
BestUp
Fuoribiennale
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Cascina Granbego
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Fuoriscala
miagalleria
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Exibart
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Youngdesigner.it
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OBIETTIVI
Le edizioni speciali della Resign Academy saranno fortemente caratterizzate dalle location che le ospitano. Per la prima edizione è stata scelta come “casa-laboratorio” la Cascina Granbego collocata all’interno della Riserva Naturale del Monte Beigua in provincia di Savona, frazione Maddalena di Sassello, in località Colla 3. I designer Andrea Magnani, Giovanni Delvecchio ed Elisabetta Amatori (fondatori del metaprogetto Resign) proporranno una didattica innovativa fondata sulla trasmissione artigianale del “saper fare” intrecciata ad una serie di lezioni frontali che spazieranno dalla “mitologia contemporanea” alle “nuove forme di simbologia” fino al “Design 2.0”.
La finalità ultima della academy di Sassello sarà però - molto concretamente - quella di realizzare, secondo la metodologia di Resign, un vero e proprio progetto realizzato a partire dai “semilavorati” messi a disposizione dal bosco limitrofo alla cascina. Verrà poi offerta agli studenti la possibilità di esporre e vendere i propri lavori durante una esposizione permanente presso la cascina e il bosco stesso. Viene quindi garantito il numero minimo di un’opera per studente, il quale ne manterrà la proprietà sia intellettuale che materiale. Ogni partecipante potrà poi usufruire del sito www.resign.it come vetrina del proprio lavoro ed in seguito entrare a far parte attivamente del team. Leggi QUI della passata edizione e guarda QUI la gallery delle opere.
A CHI E' RIVOLTO
Il workshop è aperto a tutti, ma rivolto in particolare verso studenti di scuole universitarie di design e discipline artistiche o della comunicazione, architetti o designer.
MODALITA' DI ISCRIZIONE
Per partecipare sarà possibile presentare le proprie richieste di iscrizione entro il 10 Luglio 2010 compilando ed inviando ad info@resign.it la propria Application Form (scaricabile da QUI) comprensiva di CV ed eventuali foto o portfolio. Nei giorni immediatamente successivi verranno selezionate le 13 persone che prenderanno parte ai laboratori e alle lezioni che si svolgeranno dal 17 al 27 Luglio 2010 a Sassello (SV). Per le persone selezionate il costo di iscrizione è di 220 €.
DIDATTICA
La Resign Academy si struttura su tre livelli.
1. Dal 17 al 20 Luglio la didattica si muoverà su due fronti. Da un lato lezioni frontali e analisi sul campo dei materiali, dall’altro laboratori ideativi, dibattiti e brainstorming. Il tutto finalizzato alla stimolazione prima - e alla definizione poi - dei concepts.
2. Dal 21 al 23 Luglio i laboratori creativi verranno affiancati dai laboratori tecnici in cui si definirà concretamente il progetto risolvendo le problematiche legate alla sua realizzazione.
3. Dal 24 al 27 Luglio si procede con i laboratori pratici ultimando l’opera in tutti i suoi aspetti.
La didattica si baserà essenzialmente su un modello di formazione sul campo e su rapporti “alla pari” fra discenti ed esperti. La formazione avverrà prevalentemente nei laboratori all’aperto ma sono previste anche lezioni frontali e momenti di incontro serali.
SISTEMAZIONE
E’ fatto obbligo a tutti gli studenti di alloggiare presso la Cascina Granbego ad un vantaggiosissimo costo di 30 euro giornaliere “all-inclusive”.
INFORMAZIONI
www.resign.it
info@resign.it
Andrea Magnani
t. +39 3393022824
Giovanni Delvecchio
t. +39 329 0966687
Scarica QUI il nuovo catalogo di Resign e per qualsiasi informazione contattateci alla mail: info@resign.it
Sabato 20 Marzo, ore 18.00
design INAUGURAZIONE | www-resign.it
esposizione dei lavori e consegna degli attestati
Guarda la gallery dei prodotti: Resign Academy products
Visita il sito ufficiale: www.resign.it
VUOI DIVENTARE UN RESIGNER?
Scrivici una mail ad: info@resign.it
Nel 2007 è stato presentato un nuovo progetto ogni 3 minuti e mezzo e il numero dei designer cresce esponenzialmente di anno in anno. E’ sempre più difficile giustificare la ricerca di nuove possibilità da applicare agli oggetti. Abbiamo di gran lunga soverchiato il sovraffollamento seriale del pop con un incredibile e forse non richiesta abbondanza concettuale: gli oggetti non solo sono tantissimi, ma sono tutti portatori di vari messaggi, di tante logiche, di tanti punti di vista. La tecnologia e la conoscenza mediamente possedute da designer ed architetti porta quasi necessariamente alla creazione di prodotti di un certo valore merceologico, ben più difficile è conferire valore simbolico diverso dall’esclusività. La creazione di valore nel mercato deriva sempre più dalla creazione di valore simbolico, identitario esperienziale, tanto da far parlare di una economia della conoscenza in cui il valore attribuito ad un oggetto dipende sempre più dal contenuto intrinseco in termini di know how e dal significato interpersonale che gli viene attribuito.
Questi sono solo alcuni dei dati che evidenziano l’aumento della complessità che caratterizza lo scenario socio-economico attuale. La crescita esponenziale di flussi di persone, di idee, di informazioni ha causato un cambiamento radicale nella concezione delle categorie di spazio e tempo, principi attraverso i quali le persone attribuiscono senso all’esperienza, individuale e collettiva. La progressiva diminuzione della distanza, fisica e sociale, delle persone ha generato quello che potremo definire “brain storming globale”: ovvero la situazione in cui sempre più individui, potendo accedere, anche autonomamente, ad una quantità di informazioni sempre
crescente, costruiscono percorsi di senso individuali, soluzioni adattative autoreferenziali alla complessità del sistema sociale. Questo processo, caratteristico della post-modernità, agisce simultaneamente in una doppia direzione: da un lato, libera definitivamente l’individuo dai vincoli caratteristici del passato, consentendogli di sperimentare esperienze e percorsi di senso sempre possibili altrimenti; dall’altro, limita la possibilità di creare un sistema stabile di significati attraverso il quale giungere ad una rappresentazione coerente della realtà. L’eccessiva frammentazione di significati che siamo chiamati a gestire nel lavoro e nelle relazioni interpersonali limita la possibilità di giungere ad identità forti, capaci di resistere di fronte ai molteplici significati attribuibili all’esperienza.
Alla grande proliferazione di idee a cui stiamo assistendo, spesso coerenti fra loro ma isolate, è accompagnata una grossa dispersione di energie creative causata dal fatto che l’eccessiva autoreferenzialità non permette una cumulatività e una complementarità delle conoscenze, indispensabile per gestire la complessità del contesto socio-economico contemporaneo e giungere a soluzioni realmente innovative. Le incongruenze caratteristiche del post-fordismo possono essere risolte solamente adottando un paradigma nuovo, reticolare, basato su un tipo di razionalità non più strumentale ma riflessiva, che tenga in considerazione il potenziale impatto dell’azione umana
sull’ambiente, sociale e naturale, valorizzi l’importanza delle relazioni attraverso la complementarietà delle competenze e il processo di propagazione/democratizzazione della conoscenza.
Lo scenario precedentemente rappresentato, caratterizzato in ultima analisi da una grande ricerca di significati ad alto valore identitario, suggerisce che oggi conviene concentrarsi, più che sugli oggetti e sui progetti, sui processi e sulle relazioni rispetto alle quali i progetti divengono delle conseguenze. Il metaprogetto REsign prefigura una sorta di rivoluzione copernicana per la quale il processo progettuale, da strumento al servizio della produzione, diventa mezzo per l'instaurarsi di relazioni sensate: il senso di un oggetto non sarà quello di essere più o meno bello ma nella capacità che avrà di porsi come "creatore" di relazioni dense e ad alto contenuto identitario (Design 2.0). In quest’ottica, REsign è una metodologia che si propone di adottare un approccio sostenibile alla progettazione sia da un punto di vista relazionale/sociale che ambientale.
Tale metodologia si basa essenzialmente su tre principi inspirati alla logica della riflessività:
Resign è quindi “riuso dei segni”, una ricombinazione creativa dei segni di cui sono permeati gli oggetti dimessi e scartati dal processo produttivo main stream al fine di generare, attraverso il riuso, nuovo significato ad alto valore identitario e interpersonale.
Resign è un metaprogetto composto da:
Rappresentazione del network:

Il Network fornisce all’ Atelier gli input, in termini di risorse cognitive, umane e materiali, necessari per intraprendere le seguenti attività/servizi:
I servizi e i prodotti realizzati verranno immessi nel mercato attraverso canali innovativi, differenti dalla semplice vendita (scambio simultaneo di equivalenti) ed incentrati sulla creazione di un legame diacronico e biunivoco fra le parti.
Alcuni esempi di modalità utilizzabili sono: scambio ad abundanziam, oggetto liberato, mostre praticate, aste, progettazione partecipata, progettazione a domicilio.


Andrea Magnani
T. +39 3393022824
Giovanni Delvecchio
T. +39 3290966687
Sede: via Mura Mittarelli 34
48018 Faenza (Ra), Italia
Web: www.resign.it
info@resign.it
In collaborazione con:
Manitese
www.manitese.it
Un ringraziamento a:
Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza
www.fondazionemontefaenza.it

per il suo contributo all'allestimento del laboratorio REsign
A cura di:
DO - nucleo culturale
48018 Faenza (RA)
Via Mura Mittarelli, 34
www.ildo.tv – info@ildo.tv
Con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e le Attività Sportive (POGAS) e della Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Sport e Progetto Giovani.
Official website: www.resign.it
In 2007 a new project has been presented every 3 and a half minutes and the number of designers exponentially increases from one year to the next. It is more and more difficult to justify the search of new possibilities to be applied to the objects. We have by far surpassed the serial overcrowding of pop with an incredible and perhaps unrequested conceptual abundance: not only are the objects innumerable, but they are all bearers of various messages, of plenty logics and plenty points of view. The technology and the knowledge on average possessed by designers and architects leads almost necessarily to the creation of products of a certain merceological value, much more difficult is conferring symbolic value different from exclusivity.
The creation of value in the market comes more and more from the creation of symbolic value, based on experience, so much as to talk of an economy of knowledge in which the value attributed to an object depends more and more on the inner content in terms of know how and on the interpersonal meaning attributed to it.
These are only some of the data pointing out the increase of the complexity which is characteristic of the present socio-economical scenery. The exponential growth of flows of people, of ideas, of information has caused a radical change in the concept of the categories of space and time, principles through which people give meaning to experience, personal and collective. The progressive decreasing of distance, physical and social, among people has generated what we could define ‘global brain storming’: that is the situation in which more and more individuals, being able to accede, even on their own, a quantity of information ever increasing ,build paths of individual meaning, autoreferential adapting solutions to the complexity of the social system. This process, characteristic of post-modernity, acts simultaneously in a double direction: on one side, it sets the individual definitely free from ties characteristic of the past, allowing him to experiment experiences and paths of meaning ever possible otherwise; on the other it limits the possibility of crearting astable system of meanings through which to reach a coherent representation of reality.
The excessive fragmentation of meanings we are called to act upon in work and in interpersonal relationships limits the possibility of reaching a strong identities, able to resist against the numerous meanings attributable to experie.
To the great proliferation of ideas we are assisting, often coherent among them but isolated, is accompanied a big dispersion of creative energies caused by the fact that the excessive auto-referentiability does not permit a cumulativity and complementarity of knowledge, indispensible to manage the complexity of the contemporary socio-economical context and reach really innovative solutions.
The inconsistencies characteristic of post-fordism can be solved only adopting a new, reticulated paradigm, based on a type of rationality any more instrumental but reflexive, which takes into consideration the potential impact of the human action on the environment, social and natural, evaluates the importance of relationships through the complementarity of capacities and the process of propagation/democratisation of knowledge.
The scenario described in the last paragraph, in which the most important feature is a wide-range research of identity meanings, suggests nowadays not to focus anymore on objects and projects, but to put the attention on processes, i.e. on the relations thanks to which projects become effects and consequences. The Resign meta-project is prefiguring a sort of Copernican Revolution in which the design process is not anymore just a tool for production, but becomes a mean for the establishment of meaningful relations: the sense of an object won't be observed from an aesthetic perspective, but will be found in its ability to function as a "creator" of dense relations, connotated by a high identity value (Design 2.0).Thus, such a shift in the point of view leads us to use the concept of meta-projects. In this way of thinking, Resign is a methodology that intends to adopt a design-sustainable approach both from a social and an environmental points of view.
This methodology is mainly based on three principles that come from the logic of reflexivity:
Thus, REsign is “RE-use of signs”, a creative re-combination of signs embedded in wasted objects, which have been rejected by the main stream production process, aiming to create, thanks to the re-use, a new meaning, characterized by a high identity and interpersonal value.
REsign is a meta-project composed by:
Network representation:

The Network provides the Atelier with inputs, in terms of learning, human and material resources, necessary to undertake the following activities/services:
Services and products of REsign will be brought onto the market through innovative channels, different form the mere selling (simultaneous exchange of equivalents) and centred on the creation of a diachronic and two-sided bond among involved subjects.


Andrea Magnani
T. +39 3393022824
Giovanni Delvecchio
T. +39 3290966687
Location: via Mura Mittarelli 34
48018 Faenza (Ra), Italia
Web: www.resign.it
info@resign.it
In cooperation with:
Manitese
www.manitese.it
Thanks to:
Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza
www.fondazionemontefaenza.it

for its contribution to the setting of the REsign workshop
A project by:
DO - nucleo culturale
48018 Faenza (RA)
Via Mura Mittarelli, 34
www.ildo.tv – info@ildo.tv
With the Contribution of Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e le Attività Sportive (POGAS) and Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Sport e Progetto Giovani.
Inaugurazione: sabato 24 ottobre, ore 16.00
Asta benefica
: mercoledì 28 ottobre, ore 20.00

Resign partecipa all'evento solidale a favore di Castelli d'Abruzzo, il borgo delle ceramiche d'arte colpito dal terremoto. L'oggetto donato verrà messo in mostra dal 24 ottobre al 1 novembre, ore10-20 presso la Galvanotecnica Bugatti in Via Bugatti 7, Milano. Oltre al nostro ישועה troverete i pezzi di molti altri artisti e designer tra cui: Andrea Branzi, Mimmo Paladino, Bertozzi e Casoni, Lorenzo Damiani e Giulio Iacchetti.
Per approfondire scarica quì il comunicato stampa.
RESIGN ACADEMY
www.resign.it
Scarica QUI tutte le informazioni.
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Negozio Museo "L'edicolante" - Milano
Negozio Museo "Il Fruttivendolo" - Milano
Negozio Museo "La macelleria" - Milano
Casa Museo "Ravaioli & Visani" - Faenza
Casa Museo "Mancin, Passi, Canessa & Toscano" - Faenza
Casa Museo "Simone Ravaioli" - Faenza
Negozio Museo "Credenza Cafè" - Faenza
Casa Museo "Luca Savorani" - Faenza
Casa Museo "Nervo & Masotti" - Faenza
more info on: www.resign.it

Gli studenti del primo anno dell' ISIA di Faenza (design&comunicazione), nell'ambito del corso di Semiotica tenuto dal prof. Stefano Caggiano, inaugurano una mostra dal titolo "Zona Errore" con 30 prototipi di sedie, lampade e tavoli.
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